Storia #14 – Abbiamo bisogno di un abbraccio

Un messaggio, quello aspettato da una vita. Lei che ti chiede un abbraccio e il non poterglielo dare. "Abbiamo bisogno di un abbraccio"

Dobbiamo restare a casa.
Ormai lo sanno tutti, anche i cani che in questi giorni sono diventati veramente il miglior amico dell’uomo.
Dell’uomo irresponsabile che credendosi invincibile se ne va tranquillamente per la città.
Io non ho un cane. Non ho un motivo valido per uscire.
Leggo, ascolto musica, guardo la TV e mi trastullo con tutte quelle stupidate che ci mandiamo via telefono. Non lo facciamo perché irrispettosi di chi molto da vicino ha “incontrato” il virus, ma proprio per scacciare dalla testa la paura inconscia di avere a che fare con questo essere invisibile e cattivo. Ed è lì, tra un messaggio e l’altro, che sullo schermo del telefono appare la scritta : “Ho bisogno di un abbraccio”. L’ aspettavo da una vita, lei c’era prima di chiunque altra. E ora, proprio ora, arriva questo messaggio.
Non rispondo nemmeno. Mi vesto. Metto le scarpe. E ho solo voglia di correre da lei e abbracciarla. Solo un abbraccio. Solo uno. Invece niente. Dobbiamo stare a casa.
Giuro vado di corsa. Non parlo con nessuno. Nessuna sosta. Una corsa a perdifiato, un abbraccio, il nostro tanto aspettato abbraccio e torno a casa. Nulla. Bisogna stare a casa. Giustamente. E poi gli abbracci ora sono vietati. Sconsigliati. Non si può rischiare la vita per un abbraccio. Non si può. Si può. Non si può. No.
Mi rimetto comodo, accendo il telefono, rileggo quel messaggio e non so rispondere.
Chissà se finita la quarantena avrà ancora bisogno di un abbraccio. Perché il telefono, con tutta questa tecnologia, non riesce a trasmettere il mio stato d’animo?
Anche io ho bisogno di un abbraccio. Invio.
Silenzio. Guardo il telefono mille volte. Silenzio. Nessuno che mi presta un cane per portarlo fuori…
Abbiamo bisogno di un abbraccio.


Anonimo

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